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Come Usare una Panca a Inversione per il Mal di Schiena

Ormai oggi giorno molte persone accusano dolori alla schiena tanto da essere costrette a dover prendere dei farmaci. Ma tutto questo sta per finire perché a dare un maggior sollievo sarà necessario utilizzare una panca ad inversione. Questi particolari disturbi causano una pressione sulle radici dei nervi che a sua volta generano dolori forti a schiena, piedi, gambe e glutei.

Utilizzare questo strumento consente al corpo di rilassarsi e di ridurre al minimo quella pressione sulla vertebre e sulle radici dei nervi; questa “ipotesi” viene confermata anche da alcuni studi scientifici.

Panca a inversione: ecco come funziona

Prima di iniziare ad allenarsi, assicuriamoci che la panca a inversione sia stata montata correttamente per evitare che ci facciamo male. Inoltre è importante leggere le istruzioni al fine di capire come agganciare le giunzioni, i cardini e le cinghie; magari chiediamo consiglio a qualche nostro amico se già l’ha utilizzata.

Indossiamo una tenuta sportiva per muoversi con più facilità e mettere delle scarpe da ginnastica mentre si fanno gli esercizi. Posizioniamoci con la schiena rivolta alla panca, poi fermiamo i piedi uno alla volta e blocchiamoli. In ultimo ma non meno importante fissiamo le cinghie e iniziamo il nostro esercizio: aiutiamoci con le maniglie per capovolgerci e fermiamoci in posizione orizzontale per 1 o 2 minuto così da permettere al flusso sanguigno di equilibrarsi e ritorniamo alla posizione di partenza facendo un lento movimento.

Esercizi sulla panca a inversione per il mal di schiena

Seguiamo il programma raccomandato dal nostro medico, evitiamo di fare autonomamente perché potremmo peggiorare la nostra situazione. La panca a inversione viene utilizzata non molto spesso per chi ha un dolore cronico infatti consente di alleviare il dolore; in alternativa risultano utili anche fisioterapia, iniezioni epidurali, chirurgia o quant’altro per risolvere questo disturbo.

Per la prima settimana l’inclinazione massima da utilizzare non dovrà superare i 45 gradi: prima di capovolgersi, fissiamo la cinghia nella parte inferiore. I movimenti dovranno essere morbidi e troviamo il giusto equilibrio restando immobili per 1 minuto nella posizione orizzontale, poi incliniamoci di 45 gradi.

Mano a mano che si andrà avanti l’inclinazione aumenterà e il corpo si inizierà ad abituare: più si andrà avanti e più il dolore risulterà meno insistente.

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Questioni di stile

Sono un capellone e questo lo sanno tutti quelli che mi vedono. Non tutti sanno che questa condizione comporta alcuni piccoli incidenti di percorso quotidiani che sono buffi, ma alcune volte anche molto irritanti. Una volta, giusto per citarne uno, ero al distributore delle sigarette a imprecare contro la tessera sanitaria che non mi veniva accettata, nonostante l’avessi appena fatta. Sento un clacson che suona e istintivamente mi volto, visto che avevo lasciato l’auto a bordo strada, pensavo ovviamente che fosse quella a dar fastidio. Invece erano due ragazzi molto giovani che, con sguardo ammiccante, pensavano fossi una bella fanciulla dalla chioma folta e bionda.

Ancora ci rido! Mio nonno continua a dirmi di radermi la testa a zero, perché sembro una ragazza. Mia madre mi guarda e mi dice sempre che prima o poi morirò affogato dai capelli. Mio padre ha avuto i capelli lunghi come i miei, quindi approva la mia decisione di portarli così, almeno uno che mi dà retta c’è in casa mia, è già un passo avanti!

E a volerla dire tutta, proprio adesso stavo guardando le piastre per capelli prezzi perché mi sono stancato di averli mossi, vorrei vedere dove potrebbero arrivare se fossero lisci. Dubito di resistere per molto tempo a piastrarli, però tentare non nuoce. Contando soprattutto che potrei spendere trenta euro a dire tanto, mi pare un buon investimento, al massimo se poi vedo che proprio non la uso la passo a mia madre e la faccio contenta.

Penso che coi capelli lunghi, ormai, trascorrerò anche la vecchiaia, non è questione soltanto di stile, è proprio che ci sono affezionato. Coi miei capelli ho passato un sacco di avventure, abbiamo assistito a scene dell’altro mondo, tra abbordaggi strani dagli sconosciuti per la strada ad anziani che sottolineano ogni volta la somiglianza con una bella ragazza. Quasi quasi mi faccio crescere anche la barba, del resto donna baffuta sempre piaciuta.

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Estetista o non estetista?

Mi trovo a un bivio della mia vita che non so risolvere. Strada da intraprendere? Lavoro? Amore? No, niente di tutto questo. La domanda è la seguente: compro l’epilatore luce pulsata o vado a fare i trattamenti dall’estetista?

Non so da che parte sbattere la testa per prendere una decisione che, possibilmente, sia saggia e mi consenta di avere buoni risultati. Non sono interessata più di tanto a puntare al risparmio, so che in entrambi i casi è meglio essere poco avidi e preferire la qualità del servizio o del prodotto.

Il problema è che sono una pasticciona cronica e ho paura di far danni con quel coso che emette luce e brucia i peli, più o meno. Penso che la mano di una persona esperta e qualificata sia migliore, decisamente, di quella di una persona che quando scaldava la cera per la ceretta, 9 volte su 10 aspettava troppo poco tempo e si ritrovava con le gambe appiccicose per secoli e secoli.

Del resto, con l’epilatore potrei fare come e quando voglio, senza dover dipendere da appuntamenti, prenotazioni e cose di questo tipo. Ho dieci minuti liberi di tempo? Bene, procediamo all’epilazione. Però se in quei 10 minuti faccio danni? E’ questa la mia paura.

So anche che acquistare un prodotto di questo tipo e fare mille sedute dall’estetista ha un costo ben differente: le sedute sono molto care al centro estetico al quale mi rivolgo di solito, però le amiche che lo hanno fatto si sono trovate benissimo e mi hanno consigliato di procedere e seguire il loro esempio.

Perché è così difficile prendere una decisione, per me?!